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16 Feb 2017

Teatro del Porto

Teatro del Porto è pensato come uno spazio neutro sospeso tra il mare e la terra capace di favorire lo scambio di conoscenza e di speranze che viene dal mare e dove Massimo Ranieri vorrebbe che Raffaele Viviani ci portasse per mano attraverso il suo teatro e la sua musica per ricordare sogni e delusioni di Napoli.

Teatro Grandinetti Comunale

Via Colonello Cassoli, 45
Lamezia Terme, CZ 88046 Italia

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APPUNTAMENTO

16 febbraio | 20:45 > 23:00

Organizzatore

AMA Calabria
Telefono: 0968 24580
Email: info@amacalabria.org
Sito internet: www.amacalabria.org

Massimo Ranieri in
TEATRO DEL PORTO
Commedia musicale su versi, prosa e musica di Raffaele Viviani

Con Ernesto Lama, Angela De Matteo, Gaia Bassi, Roberto Bani,
Mario Zinno, Ivano Schiavi, Antonio Speranza, Francesca Ciardiello

Orchestra Ciro Cascino (Pianoforte), Luigi Sigillo (Contrabbasso), Donato Sensini (Fiati), Sandro Tumolillo (Violino), Giuseppe Fiscale (Tromba), Mario Zinno (Batteria), Pasquale Scialò (Elaborazioni e ricerche musicali)

Regia di Maurizio Scaparro
Scena e costumi di Lorenzo Cutuli
Disegno luci di Maurizio Fabretti
Coreografie di Giorgio De Bortoli


NOTE DI REGIA

Esiste in alcuni di noi la memoria storica o il lontano ricordo di una Napoli vissuta mentre già stava cambiando. Questa preziosa memoria è stata, per Massimo Ranieri e per me, il primo filtro ma anche lo stimolo, dopo la felice esperienza di Viviani Varietà, per continuare a lavorare su un nuovo spettacolo che potesse avere come testimonianza di questo mondo, così ricco, la figura stessa di Raffaele Viviani attraverso il suo teatro (particolarmente quello degli atti unici), le sue parole, il suo canto scenico privilegiando così quel vitalissimo giacimento culturale e musicale che era la Napoli dei quartieri, quella parallela urbana (aperta all’influenza e alle commistioni con il teatro e il Varietà europeo) e di un altro sud che premeva sulla città.

È nato così Teatro del Porto pensando ad uno spazio neutro sospeso tra il mare e la terra (quasi un “porto delle nebbie” come l’abbiamo chiamato durante le prime prove) uno spazio che favorisse lo scambio di conoscenza e di speranze che veniva dal mare e dove vorremmo che Raffaele Viviani ci portasse per mano attraverso il suo teatro e la sua musica per ricordare sogni e delusioni di una grande città, e per accompagnarci verso un futuro già cominciato scoprendo, anche grazie a lui, parole vecchie e nuovi significati come “mediterraneo”, “emigrazione” e, con un po’ di ottimismo, anche “cultura” e “teatro”.

Maurizio Scaparro


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